Stranieri in regione: sono un decimo, usano un centesimo dei servizi

27 ott. – Il rapporto Caritas 2011 sull’immigrazione sfata il mito che ad usare i servizi assistenziali siano soprattutto i migranti. Nella nostra regione i migranti sono l’11,3% dei residenti e pesano sul welfare emiliano romagnolo solo per l’1%. Inoltre i  contributi previdenziali versati dagli stranieri sono “un indubbio vantaggio per il bilancio Inps”, secondo la Caritas che quantifica in 250 milioni il guadagno dell’immigrazione per la regione (calcolato sulla differenza tra contributi versati e servizi ricevuti).

L’Emilia Romagna rimane anche quest’anno in cima alla classifica per incidenza percentuale di alunni stranieri. Nell’anno scolastico 2010/2011 gli studenti  con cittadinanza non italiana sono il 14% degli iscritti totali delle scuole. Quasi la metà di loro (il 44,7%) è nata in Italia, ma dovrà aspettare la maggiore età per chiedere la cittadinanza. Una situazione che “se non cambia nelle leggi dovrà cambiare nelle buona pratiche” ha commentato l’assessore regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi che ha sottolineato il ruolo dell’Emilia Romagna nel promuovere una nuova normativa per la cittadinanza e il diritto di voto.

La presenza dei migranti in Italia e nella nostra regione continua ad aumentare, nonostante la crisi perché, spiega Gianmarco Marzocchini della Caritas, “il marcato continua ad avere bisogno di manodopera straniera”. L’occupazione migrante nella nostra regione è diffusa in tutti i settori, ma quello prevalente è l’industria dove è impegato un migrante su quattro.

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