14 feb. – Si è concluso con cinque condanne e nove assoluzioni il processo al tribunale di Bologna sull’ esplosione causata da una fuga di gas, che il 23 dicembre 2006 distrusse una palazzina a San Benedetto del Querceto, frazione di Monterenzio, nell’ Appennino bolognese, uccidendo 5 persone.
Il giudice Rita Zaccariello ha condannato a quattro anni Fabrizio Mazzacurati (all’epoca dei fatti responsabile area reti di Hera), Marco Melossi (capo gestioni reti Seabo), Dovilio Albertini e Roberto Raggi (funzionari distretto Hera di Loiano). Tre anni per Ferdinando Santini, all’epoca dei fatti legale rappresentante di Tecno Impianti. Tutti i condannati sono stati interdetti dai pubblici uffici per 5 anni e dovranno risarcire i danni a sei parti civili. Il giudice ha fissato provvisionali immediatamente esecutive per 190mila euro, di questi 100mila per la provincia di Bologna.
Gli imputati erano accusati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo e crollo colposo. Secondo la ricostruzione dell’accusa, gli imputati sono responsabili della catena di errori e sottovalutazioni che l’inchiesta aveva individuato, andando a ritroso nel tempo fino agli anni Novanta, come causa della tragedia. Responsabilità penali nella progettazione e realizzazione della tubatura costruita in una zona franosa e senza strumentazioni d’allarme per rilevare deformazioni. C’erano stati anche segnali chiarissimi, che i dirigenti e tecnici delle società del gas sottovalutarono. Tra questi, la rottura del tubo nello stesso punto, nel 1999 e nel 2000. Mancò un’adeguata manutenzione.

