20 feb. – I familiari delle vittime dell’eccidio nazista di Marzabotto, Grizzana e Monzuno hanno chiesto i danni allo Stato: 450 milioni di euro come risarcimento dei ritardi processuali, 1.500 euro per ogni giorno in cui la giustizia italiana non ha fatto niente per accertare le responsabilità del massacro.
Oggi a Bologna si è svolta l’udienza di conciliazione, al termine della quale la Corte si è riservata la decisione, che dovrebbe maturare nei prossimi giorni. L’associazione dei parenti delle vittime chiede un risarcimento sulla base della legge Pinto che prevede «l’equa riparazione del danno da irragionevole durata del processo».
L’avvocato dei parenti, Andrea Speranzoni, commenta soddisfatto il passo avanti fatto oggi: «Per la prima volta siamo riusciti a far leva su alcune sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, che riconoscono la rilevanza, nel calcolo del ritardo per la celebrazione del processo, delle indagini preliminari, che sono quelle che abbracciano, nel caso dell’armadio della vergogna, 34 anni di stasi investigativa, ovvero di sottrazione del fascicolo alle indagini».
Le SS naziste tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 uccisero più di ottocento persone tra Marzabotto, Grizzana e Monzuno. La giustizia italiana archviò questi delitti fino al 1994, quando venne alla luce l’“armadio della vergogna”. Custoditi in un armadio della procura militare di Roma con le ante rivolte alla parete c’erano i 695 fascicoli sui crimini di guerra compiuti dai nazisti in Italia dopo l’8 settembre 1943.
A due anni dalla sentenza del Tribunale di La Spezia che ha condannato i pochi colpevoli ancora sopravvissuti, la Corte d’Appello civile di Bologna torna ad occuparsi del caso.
Andrea Speranzoni, legale dei parenti delle vittime degli eccidi nazisti
Il risarcimento per l’assassinio di oltre 800 persone per i parenti delle vittime rappresenta un’altra speranza: fare un piccolo passo verso la scoperta della verità.
Valter Cardi, presidente dell’Associazione parenti delle vittime degli eccidi nazifascisti nei Comuni di Grizzana, Marzabotto e Monzuno
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Sull’argomento consulta la storia dell’eccidio di Marzabotto

