16 feb. – La Procura di Bologna ha chiesto alla polizia tedesca di tornare a interrogare l’ex terrorista Thomas Kram nell’ambito dell’inchiesta bis sulla strage di Bologna. L’inchiesta del 2005 fu aperta sulla scia dei lavori della commissione parlamentare Mitrokhin, da cui emerse un possibile collegamento nella strage di Kram e del terrorista venezuelano Carlos.
Carlos, il cui vero nome è Ilich Ramirez Sanchez, è stato sentito come teste dal pm Cieri nell’aprile 2009. Ha sostenuto che Valerio Fioravanti e Francesca Mambro (i militanti di estrema destra condannati all’ergastolo come esecutori materiali della strage) non sono responsabili. A lui era legato Tomas Kram, il terrorista tedesco delle Revolutionaere Zellen esperto di esplosivi. Kram pernottò a Bologna all’Hotel Centrale nella notte tra l’1 e il 2 agosto e avrebbe lasciato l’albergo di prima mattina. Quando il pm Giovagnoli è andato a Berlino per interrogarlo, Kram si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Non sono io il mistero da svelare. La polizia italiana mi controllava. Sapeva in che albergo avevo dormito a Bologna, il giorno prima mi aveva fermato», aveva detto Kram in una intervista rilasciata a “il Manifesto” il primo agosto 2007. Kram allora scelse di non rispondere a causa di un altro procedimento aperto a suo carico. Ma ora che quel processo si è chiuso, il pm Enrico Cieri che ha ereditato il fascicolo sulla strage ci riprova.
Oltre a Kram, il pm della Procura di Bologna ha chiesto alla polizia tedesca di ascoltare gli uomini della Stasi (i servizi segreti dell’ex Repubblica Democratica tedesca) che si occuparono di seguire e controllare Carlos nei giorni prossimi alla strage.

