4 Feb. – Libertà condizionata a Francesca Mambro. La Cassazione ha respinto la richiesta della Procura di Roma che aveva fatto ricorso contro il provvedimento del Tribunale di sorveglianza. Ora l’ex terrorista dei Nar condannata, tra le altre cose, all’ergastolo per la strage di Bologna nel 2013 finirà di scontare la pena. Fino a quella data non potrà spostarsi da Roma.La Mambro aveva gia’ ottenuto la semiliberta’ nel 1998 e la detenzione domiciliare speciale nel 2002 quando era nata la figlia.
A stretto giro di posta arriva un altro boccone amaro per l’Associazione Familiari delle Vittime della strage del 2 agosto 1980. Si tratta della richiesta di due deputati di AN, Biava e Raisi, sottoscritta da altri 38 parlamentari che chiedono la rimozione del segreto di Stato sui rapporti che l’Italia aveva, all’epoca della strage di Bologna, con le fazioni piu’ estreme del terrorismo mediorientale.
Secondo i promotori si intende “dissolvere le zone d’ombra che hanno suscitato perplessita’ crescenti nell’opinione pubblica intorno all’accertamento della verita’ sull’eccidio del 2 agosto 1980.”
Il documento in realtà sposa le tesi espresse in un’intervista a Francesco Pazienza (tesi peraltro agli atti) realizzata il 30 gennaio scorso da Milena Gabanelli e pubblicata su La Repubblica.
In quell’occasione l’ex faccendiere a capo del Sismi parallelo negli anni 70/80, ex braccio destro del generale Giuseppe Santovito, ha dichiarato che il depistaggio del treno Taranto-Milano del gennaio 1981, fu opera del Sismi per non far emergere la verita’ della bomba alla stazione di Bologna (depistaggio per il quale, peraltro, il Tribunale di Bologna lo ha condannato). Aggiunge poi o stesso Pazienza che quel depistaggio fu necessario “per non coinvolgere la Libia, cosa che in quel momento storico avrebbe voluto dire tragedia per due delle maggiori aziende italiane, Fiat ed Eni”. Pazienza, inoltre, rivela di aver avuto questa notizia ” dall’allora prefetto di Bologna Domenico Sica, gia’ sostituto procuratore della Repubblica di Roma” e segnala “una interrogazione parlamentare, presentata da Giovanni Spadolini il 4 agosto del 1980, due giorni dopo la strage di Bologna, in cui attribuiva la matrice dell’attentato ad origini straniere mediorientali”.

