21 ott. – “Siamo pronti a fare un passo indietro“, aveva detto il presidente dell’Arci bolognese Stefano Brugnara, dopo la morte del 19enne ucciso da un mix di droghe comprate nei pressi del circolo Arci Synklab. E così è stato. Oltre al Synklab, l’Arci ha deciso la chiusura temporanea del Kindergarten, dove era stata documentata un’attività di spaccio fin dentro i locali. Per entrambi 60 giorni di fermo e poi una “offerta modificata”.
“Le indagini non hanno addebitato nulla all’Arci, ma in certe occasioni serve un’assunzione di responsabilità. Per questo – ha scritto Brugnara in una lettera pubblicata da Repubblica – abbiamo condiviso la necessità di sospendere temporaneamente le attività dei Circoli”. Intanto sul sito del Synklab è apparso un comunicato per “distinguere la tragedia che ci ha colpito dai reportage apparsi negli ultimissimi giorni sui quotidiani”. Reportage che avevano raccontato lo spaccio di sostanze all’interno del Kindergarten.

