14 apr. – “Stato civile non documentato” è questa la formula che l’anagrafe del comune di Bologna ha inventato per Alessandra Bernaroli, la transessuale che si è vista “divorziare” dalla moglie che aveva sposato prima dell’operazione. Per giustificare il “divorzio d’ufficio”, l’anagrafe ha cambiato la residenza sugli stati di famiglia delle due donne: una risiederebbe al civico 15/b, l’altra ad un inesistente civico 15/. E da lì tutto un concatenarsi di atti amministrativi modificati, patente e tessera sanitaria in primis. Problemi per le coniugi si avranno in sede di dichiarazioni dei redditi. E poi ancora: mutuo prima casa, comunione dei beni, doppio canone Rai, doppia tarsu. Insomma, una vera odissea burocratica della quale le due donne non riescono ad intravvedere la fine.
In merito alla sentenza della Consulta sui matrimoni omosessuali, Alessandra Bernaroli ha commentato così: ascolta bernaroli

