Bologna, 10 nov. – Sono in corso di notifica 41 avvisi di fine indagine dell’inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dei consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna. Sarebbero coinvolti tutti i gruppi dell’assemblea legislativa. Gli avvisi sono partiti a pochi giorni dalle elezioni regionali del 23 novembre.
Gli avvisi che chiudono l’inchiesta sono firmati dai Pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, vistati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini. I primi ad essere notificati dalla Guardia di finanza sono relativi ai capigruppo, che rispondono, secondo quanto si apprende, di peculato sia per le spese in proprio che per omesso controllo dei rimborsi dei consiglieri del loro gruppo. Ai capigruppo è dunque contestata l’intera cifra che si ritiene un gruppo abbia speso senza pertinenza con l’attività di consigliere regionale. A loro sarebbe contestato anche l’omesso controllo sulle spese dei membri del gruppo.
La cifra complessiva contestata è di due milioni e 80mila euro circa per il periodo giugno 2010-dicembre 2011. La somma più alta contestata ai consiglieri Pd, gruppo più numeroso in Assemblea: 940.000 euro per 18 indagati. Al secondo posto come cifra c’è l’Idv, con 423.000 euro, due consiglieri indagati. Sarebbero 11 invece gli indagati del Pdl (205.000 euro), tre della Lega Nord (135.000), due del M5S (98.000), due di Sel-Verdi (77.000 euro), uno del gruppo Misto (27.000 euro), uno di Fds (151.000 euro) uno dell’Udc (31.000 euro).
L’inchiesta ‘spese pazze’ era stata avviata oltre due anni fa. Da ottobre 2013 risultavano indagati i nove capigruppo che hanno ricevuto le notifiche. Hanno tutti ricevuto le notifiche, ad eccezione di Mauro Manfredini, il presidente del gruppo della Lega Nord deceduto lo scorso 10 ottobre. L’inchiesta riguarda il periodo giugno 2010-dicembre 2011. A fine settembre era stata stralciata e chiesta l’archiviazione per la posizione del candidato del centrosinistra alle Regionali, Stefano Bonaccini.

