Spese pazze. Così i consiglieri frenarono i tagli ai rimborsi

regione-giuntaBologna, 15 nov. – Tra gli argomenti più ‘quotati’ nella riunione dei capigruppo dell’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna – registrata a settembre 2012 da Andrea Defranceschi (ex M5S) e ora agli atti dell’inchiesta per peculato – c’era il problema di cosa dire alla stampa. Per usare le parole di Marco Monari (all’epoca capogruppo Pd), “bisogna dare qualcosa di commestibile. Altrimenti ci dicono: siete stati insieme cinque ore e cosa avete deciso, avete deciso che è tutto uguale…”. Il tema, dopo la prima acquisizione delle carte da parte della Gdf, era l’azzeramento delle spese di rappresentanza. Ma non tutti erano d’accordo. “Direi piuttosto una forte riduzione. Tanto se poi le annulliamo, è comunque una forte riduzione”, diceva Gian Guido Naldi (Sel-Verdi). “Una riduzione del 30%?“, proponeva qualcuno. “Facciamo del 20%“, buttava lì Roberto Sconciaforni (Fds). E di fronte alla proposta di Matteo Richetti di mettere on line la documentazione sui rimborsi, era ancora Naldi a intervenire: “Semmai, senza specificare“. Ed era Liana Barbati (Idv) a proporre un esempio: “Che dobbiamo fare? Vi posso dire che ieri sono andata fuori a mangiare con Legambiente. Si dà per scontato che pagassi io, che gli devo dire, insomma…”.(ANSA).

 
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