Spese legali del Comune: 250 – 300 mila euro di troppo per Fi

Bologna, 10 mar. – Il Comune di Bologna spende circa 700.000 euro all’anno per il suo ufficio legale interno, eppure “esternalizza” una parte del lavoro a Roma, pagando “un prestigioso studio legale da 250 a 300.000 euro all’anno” per occuparsi del secondo e terzo grado di giudizio. Senza contare che “utilizza quattro o cinque avvocati esterni per i ricorsi sul Codice della strada, per i quali vanno via anche 20.000 euro” ogni anno. E’ l’accusa del consigliere comunale Fi, Lorenzo Tomassini, che stamane ha messo in fila le sue domande in una udienza conoscitiva, poi aggiornata a una prossima seduta, per sapere “perché il Comune, che ha personale interno pagato e competente, debba spendere i soldi per far fare buona parte del lavoro fuori”.

Per il consigliere, infatti, “non si capisce perché i nostri legali interni, che comunque hanno competenze e magari hanno seguito un contenzioso nel primo grado, non possano occuparsi di redigere gli atti per il secondo e il terzo grado e poi domiciliare le cause in uno studio romano, come si usa fare nell’ambiente degli studi legali”. Questo, infatti, “costerebbe molto meno alle casse del Comune”.

In commissione a rispondere a Tomassini c’era però solo l’assessore al Personale, Marilena Pillati, che ha potuto rispondere solamente a una parte dei dubbi. Ha spiegato che l’ufficio legale è composto da 18 persone, di cui 6 avvocati che ricevono uno stipendio fisso di circa 556.000 euro all’anno, al quale si vanno ad aggiungere degli incassi variabili legati all’esito delle cause. Nel 2012 era stato di 223.000 euro, nel 2013 di 159.000 euro. (DIRE)

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