Bologna, 2 gen. – Dal 14 gennaio il governo dovrà emanare il testo della nuova legge delega sulla sperimentazione animale. Un testo che recepirà la direttiva europea emanata nel 2010, nata per rendere omogenee in Europa le leggi su questa materia complessa e controversa e per incentivare i metodi alternativi di ricerca.
La direttiva, già approvata dagli altri paesi europei, è stata accolta dal Parlamento italiano con un voto alla fine di luglio che poneva però limiti ulteriori a chi fa ricerca con gli animali, vietando gli xenotrapianti, i test sugli effetti di alcol e droghe e gli allevamenti di animali per la ricerca. Limiti accolti con favore dalle associazioni animaliste, tra cui la Lav, ma respinti da una parte dei ricercatori.
A novembre è stato approvato dal consiglio dei ministri uno schema di decreto legislativo che fa slittare al 2017 l’applicazione della legge, oltre a prevedere altri cambiamenti rispetto ai 13 principi votati dal Parlamento italiano quest’estate.
Pessimo passo indietro per la Lav, nella direzione auspicata dai ricercatori firmatari dell’appello contro il voto di fine luglio.
Fino ad oggi la materia era regolata da una legge del 1992. Già la sperimentazione per la cosmesi è proibita, così come la vivisezione, cioè
La puntata di Angolo B del 2 gennaio è tutta dedicata a questo tema, potete ascoltare Michela Kuan (Lav), Silvio Garattini (direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano) e Flavia Zucco, biologa, Dirigente di Ricerca presso l’Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del CNR di Roma. Zucco ci spiega in particolare cosa sono e a che punto siamo con i metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione sugli animali.

