17 mag.- Il gup Letizio Magliaro ha condannato a 1 anno e 4 mesi l’agente Pasquale Bonofiglio per lesioni gravissime e previsto una provvisionale di 20 000 euro e 5 000 euro per le spese legali a favore di Martina Fabbri, attivista del collettivo Sadir di 23 anni cui vennero rotti i denti da una manganellata durante le proteste contro l’austerity presso la sede bolognese di Bankitalia il 12 ottobre 2011. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche al poliziotto, mentre il pm Morena Plazzi aveva chiesto una pena di 3 anni. L’avvocato Savino Lupo, che assiste l’agente, si è detto convinto che la sentenza verrà stravolta in appello. “Avevamo dimostrato l’assoluta estraneità del ragazzo in ordine ai fatti. Sia parte civile che pm hanno detto che si trattava di un processo indiziario, fatto per esclusione”. Il legale si riferisce all’identificazione dell’agente, arrivata attraverso delle fotografie. Inizialmente era stato indagato un altro poliziotto. “Quelle foto viste in progressione sono la dimostrazione lampante della sus estraneità”.
Martina stava scappando durante il tafferuglio che era scaturito dalla protesta. Voltandosi è stata raggiunta da una manganellata in volto che le ha rotto 4 denti. L’agente del VII reparto Mobile è stato riconosciuto grazie ai video prodotti dai manifestanti. Le prove che hanno portato alla sentenza di oggi sono state quasi esclusivamente quelle prodotte dagli attivisti. Nel fascicolo che ha composto la Digos, che ha condotto le indagini, non c’erano filmati e la stessa documentazione acquisita era scarna. Il Tpo aveva accusato il VII reparto mobile di atteggiamento omertoso spiegando che gli agenti proteggevano i propri colleghi.
Martina Fabbri, intervistata questa mattina al presidio in via Farini
Ad attendere la sentenza davanti al tribunale di Bologna, in via Farini, c’erano stamattina una settantina di attivisti. Hanno appeso uno striscione ai cancelli d’ingresso e attrezzato un impianto sonoro dal quale si sono alternati gli interventi della stessa Martina e di Gianmarco De Pieri del Tpo. “Il sorriso della libertà contro la violenza dell’omertà del VII Reparto mobile”, la scritta campeggiava di fronte alle forze dell’ordine mobilitate all’interno del cortile. Raggiunti dalla notizia della condanna, i manifestanti sono partiti in corteo lungo via D’Azeglio. Martina ha commentato: “Sono felice perché significa che si aperto un dibattito, si è aperta una crepa, un piccolo passo è stato fatto”. “Dedichiamo questa sentenza a Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani e tutte le altre vittime delle forze dell’ordine”, gridano dal megafono gli attivisti del Tpo. Il corteo è terminato, quindi, in Piazza Maggiore, con l’accensione di qualche fumogeno.


