22 lug. – Dovrebbe avere diritto alla protezione internazionale, e invece sta per essere espulso. E’ la situazione di un giovane cittadino marocchino gay, K., che per il suo orientamento sessuale correrebbe pericolo per la sua vita e la sua libertà in caso di rientro in Marocco. Il caso è stato sollevato dagli avvocati Raffaele Miraglia e Barbara Spinelli che lo assistono e a fargli rischiare l’espulsione sarebbe una mancata notifica da parte della Questura.
Sul caso è intervenuto ieri sera anche l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, che ha richiesto notizie in Questura e questa mattina il legale Raffaele Miraglia ha inoltrato un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
La vicenda cominciò nel 2009 quando l’ufficio migranti dell’Arcigay contattò Spinelli per assistere K., nella presentazione della richiesta di protezione internazionale. Il marocchino all’epoca era detenuto, venne avviata la procedura di protezione internazionale e nell’ottobre 2009 il migrante uscì dal carcere, e consegnò alla Questura di Bologna la domanda per la procedura di asilo politico. Il 25 maggio del 2010 la Questura convocò K. all’Ufficio Asilo per la notifica della decisione della Commissione Territoriale, invitandolo a portare i documenti e le fotografie necessarie per il rilascio del permesso di soggiorno. Ma il giovane si trovava in carcere per scontare un residuo di pena per la detenzione di una piccola quantità di stupefacente, la notifica quindi avrebbe dovuto essergli inoltrata dalla Questura nel carcere della Dozza, atto che invece non è mai stato fatto.
Il 23 febbraio del 2011 il Magistrato di Sorveglianza nel frattempo gli ha notificato, inaspettatamente, l’espulsione e al momento il migrante si trova al Cie in via Mattei, dove rischia di venire rimpatriato all’improvviso. ”L’espulsione verso il Marocco rappresenterebbe per K. un gravissimo pericolo e per l’Italia una gravissima violazione dei diritti fondamentali della persona” ha commento l’avvocato Spinelli.

