26 apr. – Un’ora e mezza per spiegare perché il disegno di legge sul lavoro penalizzerà le parti deboli, cioé i lavoratori. Un centinaio di persone ha partecipato al presidio sotto la Prefettura, organizzato dalla Cgil, contro la legge, rinviata un mese fa alle Camere dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’avvocato Alberto Piccinini, che insieme a 330 giuristi ha firmato un documento contrario alla legge, spiega che “Il potere del datore di lavoro è garantito dalla Costituzione, ma deve essere compensato da altri diritti di tutela del lavoratore”, mentre questo ddl “punta ad indebolire il diritto del lavoro fino a renderlo marginale, si sta tentando di individualizzare il rapporto di lavoro” – ha detto il segretario provinciale Cgil Cesare Melloni. Tra i punti critici c’è l’applicazione dell’arbitrato, che viene fissato all’atto dell’assunzione, e la certificazione, che “è il contrario della contrattazione collettiva e viene estesa a tutte le clausole del contratto di lavoro.” – ha concluso Piccinini.
