Bologna, 27 giu. – Sciopero e presidio degli accertatori della sosta, di nuovo uniti sotto tutte le bandiere sindacali questa mattina in piazza Maggiore. Da oggi avrebbero dovuto riprendere il turno serale fino a mezzanotte il venerdì e il sabato, secondo i nuovi accordi fra Tper e il Comune di Bologna, ma hanno deciso di scioperare per denunciare la mancanza di condizioni di sicurezza per svolgere il loro lavoro.
Tutta colpa del nuovo contratto di servizio per l’accertamento esteso che Tper ha sottoscritto con il Comune e che, secondo i sindacati, è in contraddizione con il contratto di servizio successivo al bando per la sosta vinto da Tper. Il nuovo contratto, infatti, allungherebbe di un’ora e mezza (fino all’1,30) il turno di notte e farebbe rientrare nelle mansioni degli accertatori la guida delle auto con telecamere Scout, mentre al momento dell’assunzione non era richiesta la patente.
Per ora, gli accertatori dovrebbero controllare la regolarità della sosta venerdì sera e sabato sera fino a mezzanotte nelle zone di piazza Aldrovandi, piazza Malpighi, piazza San Francesco, Saragozza dentro porta e Montagnola.
Nelle serate e nelle zone di sosta selvaggia, due o tre accertatori si troverebbero da soli a fare le multe senza il supporto di una squadra di vigili urbani. Così alcune lavoratrici che hanno partecipato al presidio spiegano perché non si sentirebbero sicure a lavorare in queste condizioni.
Marco Lagrua, rsa della divisione sosta del sindacato Usb, spiega come si è arrivati a questa situazione di “contratti di servizio in contraddizione“.
Dopo un’assemblea nel cortile di Palazzo D’Accursio, una delegazione, che chiedeva di vedere l’assessore comunale alla Mobilità Andrea Colombo, ha incontrato il dirigente comunale Valerio Montalto.
Lo sciopero proseguirà anche nell’ultimo turno di domani, quello notturno.
Tper da parte sua ha spiegato attraverso una nota stampa di aver fatto diverse proposte alle sigle sindacali. Per quanto riguarda la sicurezza notturna, scrive Tper, è stato proposto di dotare la squadra di tre accertatori di un’autovettura, in collegamento con una centrale operativa e col supporto di una pattuglia della vigilanza pronta ad intervenire. Una proposta, prosegue l’azienda trasporti che “è stata rigettata dai sindacati”.


