19 giu. – Per il risarcimento chiesto alla Germania, gli “schiavi di Hitler” dovranno aspettare almeno fino al 31 dicembre 2011. E’ uno degli effetti scaturiti dalla conversione in legge del decreto di proroga sulle elezioni degli organismi rappresentativi degli italiani all’estero (i Comites), approvato dal Senato lo scorso 16 giugno. La questione era stata sollevata in aprile dall’associazione familiari delle vittime della strage nazista di Marzabotto, poiché il decreto conteneva anche indicazioni sul risarcimento dei cosiddetti “schiavi di Hitler” – gli italiani deportati e costretti a lavorare nelle fabbriche del Terzo Reich.
“Il decreto e ora la legge – afferma l’avvocato dei familiari delle vittime della strage di Marzabotto, Andrea Speranzoni – contengono soprattutto la materia delle questioni processuali legate alle stragi nazifasciste in Italia e legate ai risarcimenti danni ai deportati che hanno avuto già una sentenza in Italia. Ora diviene legge dello Stato un decreto che sospende l’esecuzione delle sentenze penali e civili per quanto attiene alle tematiche di risarcimento del danno stabilite anche dai giudici della Corte Suprema di Cassazione italiana. Viene sospeso tutto questo in attesa di una decisione della Corte internazionale dell’Aja chiamata in causa dalla Repubblica Federale tedesca – previa autorizzazione del nostro Governo – a decidere sulla legittimità di quelle sentenze”.
Ascolta l’avvocato Speranzoni, anche in merito alle dichiarazioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini, sulle sentenze della Cassazionesperanzoni1_sito
L’associazione, già in primavera (all’annuncio del decreto di proroga) aveva convocato un’assemblea di tutti i superstiti e dei familiari per il 3 luglio. All’ordine del giorno, l’Informativa per il danno da occultamento dei fascicoli di indagine nel cosiddetto “armadio della vergogna” (gli atti restarono fermi per decenni), la responsabilità dello Stato tedesco e gli effetti del decreto, che avrebbe sospeso appunto fino al 31 dicembre 2011 tutti i titoli esecutivi riguardanti i risarcimenti. “L’Associazione esprime la protesta – si leggeva nell’atto di convocazione – per l’approvazione del decreto e si auspica che venga finalmente presa in considerazione la proposta di una legge che riconosca il danno da occultamento dei fascicoli nell’armadio della vergogna a livello nazionale”.
Su questo tema ascolta ancora l’avvocato Speranzonisperanzoni2_sito

