7 feb. – Sta cambiando il modo con cui i cittadini percepiscono l’evasione fiscale. Se ne è accorta la Guardia di Finanza dell’Emilia Romagna che, presentando il Bilancio operativo riferito all’anno appena trascorso, ha sottolineato come siano aumentate le telefonate dei cittadini al 117 per denunciare presunti evasori. A Bologna nel 2010 erano state 245 le telefonate, di cui 27 anonime; nel 2011 sono state 404, di cui 47 anonime, con un picco negli ultimi 6 mesi, in contemporanea con la campagna di comunicazione sull’evasore come ‘parassita sociale’. “Sentiamo che il vento è cambiato – ha detto il comandante generale regionale, generale Domenico Minervini – cominciamo finalmente a sentire che la gente è con noi”.
Sono 414 gli evasori totali scoperti in regione dalle Fiamme Gialle che hanno occultato ricavi e compensi per 2,6 miliardi di euro e 182 milioni di Iva. Il frutto complessivo delle oltre 1.900 verifiche e oltre 4.800 controlli fiscali condotti nel 2011 dalla Guardia di Finanza in regione hanno portato a scovare redditi sottratti a tassazione per 3,3 miliardi di euro. Durante i controlli sono stati individuati anche 1.407 lavoratori in nero e 552 irregolari.
A chi chiedeva se fossero previsti controlli in stile Cortina anche nelle località del divertimento della Riviera, come Milano Marittima e Riccione, Minervini ha detto: “Li Faremo in estate, se andiamo adesso non troviamo nessuno”. Nei prossimi mesi le Fiamme Gialle intensificheranno i controlli tra i professionisti.
Pur essendo l’Emilia Romagna una “regione virtuosa“, in cui è alta la fedeltà fiscale, i dati delle Fiamme Gialle dimostrano che non è esente “da peccati o dai mali del secolo” come li ha definiti il comandante Minervini: attraverso i 34.406 controlli effettuati su scontrini e fatture sono emerse irregolarità nel 30,54% dei casi. Anche a Bologna la situazione è in linea con quanto rilevato a livello regionale per questo il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Giancarlo Pezzuto, ha voluto fare un appello ai cittadini: “Non dobbiamo provare imbarazzo nel chiedere lo scontrino o la ricevuta, semmai è chi non emette lo scontrino o la ricevuta che dovrebbe provare imbarazzo”.

