Asili sbarrati ai figli dei migranti irregolari, levata di scudi dei sindacati

7 apr. – A Bologna solo i figli degli immigrati regolari potranno iscriversi agli asili nido comunali. L’ha deciso la giunta del Commissario Anna Maria Cancellieri per adeguarsi alla legge sulla sicurezza. Altre città come Torino, Genova e Firenze hanno deciso di accogliere nelle loro scuole i bambini figli di genitori senza permesso di soggiorno e il Ministero dell’Interno ha dato loro ragione. Proprio ieri a Torino il Prefetto Paolo Padoin, rispondendo alla giunta Chiamparino, ha spiegato che “il ministero aveva concordato che i minori hanno diritto all’istruzione di ogni ordine e grado indipendentemente dalla titolarità di un permesso di soggiorno”.

A Gianfranco Schiavone, del direttivo dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, abbiamo chiesto il senso della decisione presa Bologna rispetto alle posizioni espresse da altre città. schiavone

Contro la decisione protestano i sindacati Cgil-Cisl-Uil e quello di base Rdb. I primi criticano l’assenza di confronto tra le parti sociali, oltre a “una lettura forzata e oggettivamente restrittiva di una legge”, visto che diverse altre amministrazioni comunali – ricordano – “non richiedono il permesso di soggiorno”. Cgil, Cisl e Uil sollecitano alla gestione commissariale “un orientamento coerente anche con la cultura dei servizi che connota la città”. Rdb sostiene la presa di posizione di alcune lavoratrici dei nidi che in queste ore stanno chiedendo il ritiro della decisione. Anche la responsabile nazionale della scuola del Pd Francesca Puglisi è contro la scelta del commissario e auspica che anche “la Chiesa sappia levare la propria voce”.

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