Social Street, meglio lontane dalle istituzioni

10678638_806157299434404_7472577334181288143_n

5 sett.- “C’è un livello di vostra vita sociale, un livello di lotta alla diserzione. Questa lotta è da combattere senza le istituzioni. Più lontani state da loro, meglio è, perché esiste un livello di rapporti tra uomini e donne, che le istituzioni non devono conoscere, perché è semplicemente vita”. Sono queste le parole di Daniele Donati docente di Filosofia e Comunicazione, ospite giovedì scorso, alla Festa dell’Unità di Bologna, dove si è tenuto un incontro tra i fondatori di alcune social Street di, Bologna, Milano, Roma. Tra gli ospiti c’erano anche Pierpaolo Donati, ordinario della facoltá di Sociologia dell’Università di Bologna e l’assessore Matteo Lepore del comune di Bologna che ha commentato: “Le Social Street sono un fenomeno importantissimo, devono essere uno strumento per cui le persone comunicano fra loro e nel momento in cui dovessero diventare uno strumento politico, in qualche modo, finirebbero di avere una loro efficacia. E’ molto importante come le persone usano questo strumento”.

Sono tanti gli obiettivi ancora da raggiungere ma c’è grande ottimismo per il futuro, infatti, il nove settembre, Federico Bastiani (ideatore del Social Street), sarà presente in Senato, dove si parlerà del rilancio del capitale sociale in Italia e di come le istituzioni possano collaborare con la cittadinanza per favorirla. Questo fenomeno sociale, non fa politica, ma tenta in modo semplice di ricreare un senso di comunità nelle città, a partire dalla conoscenza del proprio vicinato di strada al fine di costruire un rapporto di fiducia e trarre vantaggi per tutti.

La potenza di Social Street è quello di portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale, per questo motivo è fondamentale mantenere l’originalità e preservare questo bene. Luigi Nardacchione (Responsabile Istituzioni Social Street) conclude: “Non ci interessa il muro pulito, ci interessa la socialità che c’è dietro. Noi continuiamo su questa strada, perché pensiamo sia quella giusta e ci vuole pazienza. Quello in cui stiamo molto attenti, è di avere fra noi un senso di inclusione e mai di esclusione, quindi vogliamo che si ricrei questo senso di comunità, che tra l’altro riprenderà anche la cura dei beni comuni e della strada in cui si vive”.

Ascolta Daniele Donati:

      Social Street

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.