Social Card. A Bologna poche e “a secco”

Anche a Bologna la Social card è stata un flop, per non dire un bluff. Delle tessere di aiuti stanziate dal governo, il 40% di quelle arrivate sotto le due torri erano scariche. A denunciarlo è il segretario della Cisl bolognese Alessandro Alberani, durante la presentazione dei dati di fine anno su lavoro e occupazione. A dimostrazione del fatto che la crisi morde, il numero di persone che si sono rivolte allo sportello bolognese della Cisl: 500, di cui solo 30 avevano i requisiti necessari per ottenere la tessera.

Che la crisi sia arrivata e tocchi già il lavoro lo dimostrano anche le cifre sulle ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate nel settore industriale, che vedono un aumento medio mensile del 50% rispetto al 2007. Ma soprattutto, osserva Fabrizio Ungarelli della segreteria della Cisl, la crisi è ormai endemica: ne è prova il fatto che tocca sempre più le grandi aziende, che sono il motore dell’export e dunque dell’economia. A preoccupare ci sono anche i dati sulla cassa integrazione straordinaria, una procedura che viene avviata nei casi di ristrutturazione o crisi aziendale; se in generale le ore autorizzate sono in calo, tuttavia nel metalmeccanico, uno dei settori di punta della nostra economia, sono cresciute del 100% rispetto allo scorso anno.


Crisi non è solo cassa integrazione: la maggiore flessibilità richiesta da questo momento si riflette nell’aumento dei contratti part time; dei nuovi contratti avviati in provincia di Bologna nel 2008, il 27,5% sono di questo tipo. E a farne le spese sono sempre di più le donne: ogni 3 lavoratrici, una è assunta con contratto a orario ridotto.
Ma anche la flessibilità sembra non bastare più e il fenomeno dei cosiddetti licenziamenti fantasma, ovvero dei contratti precari che non vengono rinnovati (dall’estate sono stati 117 alla Magneti Marelli, 180 alla Saeco e 100 alla Bonfiglioli) assume nuove tinte. Negli ultimi mesi infatti c’è stata un’impennata dei contenziosi tra aziende e agenzie di lavoro interinale: le imprese preferiscono pagare penali e mandare a casa lavoratori prima dello scadere del contratto piuttosto che continuare a pagarli.
A preoccupare Alberani c’è poi la nuova fisionomia della disoccupazione, il cui tasso ha registrato un aumento del 10% rispetto al secondo semestre del 2007, e che si conferma essere soprattutto femminile: il 60% dei disoccupati sono donne. Tra i disoccupati, aumentano gli over 45 (che sono ormai un terzo del totale) e quelli con una formazione di alto livello (i laureati sono il 13,5%).

Alla vigilia di un anno che si presenta difficile sul piano economico, Alberani non tralascia l’appuntamento elettorale: la Cisl “sarà a suo modo protagonista, anche in autonomia”, ha spiegato il segretario annunciando che da gennaio 100.000 questionari verranno distribuiti ai bolognesi per capire quali sono le loro priorità per il nuovo governo della città.

Per Alberani è necessario tornare all’unità sindacale: lo strappo con la CGIL andrebbe ricucito perché ha creato tensioni interne e tra gli iscritti. La CISL tende dunque la mano al sindacato di Epifani, “almeno per quanto riguarda alcune trattative locali”

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