23 gen. – Operazione della Guardia di Finanza di Bologna che ha scoperto un giro di video slot machine truccate. A capo dell’organizzazione ci sarebbe un boss della ‘ndrangheta, che risiedeva in provincia di Ravenna. Dalle prime informazioni sarebbe questa l’inchiesta che ha portato all’assegnazione della scorta al giornalista Giovanni Tizian; in un’intercettazione si dice: “Spariamo in bocca a Tizian”. Ai progetti telefonici non sarebbe poi seguito nessun tentativo pratico.
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L’organizzazione aveva la base operativa in Emilia e ramificazioni in Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) ma anche in Romania e in Gran Bretagna.
A capo dell’organizzazione ci sarebbe un boss della ‘ndrangheta, Nicola Femia, trasferito in Emilia-Romagna per scontare un provvedimento di obbligo di firma, con precedenti per traffico internazionale di droga e armi. In un’intercettazione telefonica si sente Femia lamentarsi degli articoli di Tizian su La Gazzetta di Modena degfli e il faccendiere Guido Torello rispondere “O la smette o gli spariamo in bocca”. La frase ascoltata dagli inquirenti che stavano conducendo l’indagine ha fatto scattare l’allarme che ha portato all’assegnazione della scorta al giornalista; ma non ci sono stati riscontri concreti alle parole di Torello.

