14 lug. – Nessun lieto fine, molta meno gloria di quello che si crede, una sofferenza continua e latente, due protagonisti ventenni: lontana da ogni forma di glamour, la storia di Sid Vicious e Nancy Spungen, lui inglese, lei statunitense, non è tragica solo nel noto epilogo cominciato al Chelsea Hotel e finito al West Village, ma anche nel suo svolgimento. La racconta bene il giornalista Daniele Paletta, che ha pubblicato per Volo Libero un saggio biografico intitolato Stelle Deboli.
In occasione della presentazione del volume di questa sera al BOtanique, abbiamo invitato l’autore questa mattina ad Aperto per Ferie per farci raccontare il libro, ma anche il modo in cui è stato pensato. “Ho scelto una storia raccontata da tanti, ma mettendo questa coppia su un piedistallo: io non ho voluto raccontare Sid e Nancy come se fossero divinità“, ha detto Paletta, per quanto “la loro storia sembri un romanzo“. E in effetti la giovane e sbandata americana Spungen che arriva a Londra e incontra dopo poche ore dall’atterraggio i musicisti della band da vedere in quel momento sembra una combinazione troppo assurda. Eppure è andata proprio così.
Il libro, oltretutto, aiuta a fare ordine nella storia dei Sex Pistols, band che Sid seguiva da fan, della quale è entrato a fare parte molto più per meriti “di immagine” che musicali: “Nell’unico album della band, Nevermind the Bollocks, il contributo al basso di Sid è limitato a pochissime canzoni ed è per lo più impercettibile“, ci ha detto Daniele. Nella chiacchierata che abbiamo fatto in studio abbiamo scoperto tante altre cose che vanno oltre un mito che è durato, in fondo, pochissimo mentre Sid e gli altri Pistols erano in attività come band. E siamo rimasti davvero agghiacciati per come la stampa, su entrambe le sponde dell’Atlantico, commentò all’epoca il misterioso omicidio della Spungen e la successiva morte per overdose di Sid. La fine tremenda di due ragazzi di poco più di vent’anni.


