18 mag. – “Solidarietà e giustizia per M. Siamo tutte a Montalto“, così recitava lo striscione esposto ieri in piazza Re Enzo. M., la ragazza a cui arriva la solidarietà delle associazioni di donne di Bologna, fu vittima di violenza di gruppo nel 2007 a Montalto di Castro.
Le donne, in occasione dell’apertura del processo del 13 aprile, hanno spedito una lettera al sindaco Virginio Merola affinché esponga lo striscione su Palazzo d’Accursio, per tutta la durata del processo. Per il momento non è arrivata nessuna risposta.
L’intento dell’iniziativa è fare in modo che siano vicine a M. anche la città di Bologna e le sue istituzioni che furono tra le prime, con il telefono di SOS Donna e lo Sportello Donna CGIL Bologna, a mettersi dalla parte delle donne vittime di violenza. Questa iniziativa, come si legge dalla lettera, nasce come un “parziale risarcimento per la noncuranza dimostrata dalle istituzioni“, che hanno costretto la ragazza ad “allontanarsi dalla città come se fosse la responsabile del fatto e non la vittima”. Il Comune di Montalto di Castro, infatti, ha “immediatamente solidarizzato in gran parte contro gli stupratori, a partire
dal sindaco Salvatore Carai, arrivato al punto di stanziare ben 40.000 € per pagare le loro spese processuali”.
Naturalmente la notizia aveva sollevato indignazione a livello nazionale e la proposta del sindaco era stata subito ritirata.
Le donne lanciano inoltre un appello a tutti gli uomini che non commettono violenze affinché esprimano pubblicamente la loro posizione, e dicano “Noi non siamo così”. “È importante”, spiega Patricia Tough dell’associazione Donne In Nero, “che la denuncia parta proprio dagli uomini”, quindi da coloro che appartengono allo stesso sesso dei responsabili di questi reati.

