Si uccide lavoratore licenziato dalla Chloride di Castelguelfo

24 lug. – Un lavoratore della Chloride di Castelguelfo, Luca Disarò si è ucciso la scorsa notte. Avrebbe compiuto 32 anni oggi. Il padre ieri sera verso le 22 l’ha trovato impiccato nella sua abitazione.

Con una lettera ha spiegato le ragioni del suo gesto: una crisi coniugale e un fallimento della vita. Le ultime parole scritte da Disarò sarebbero destinate alla ex compagna, per dirle che l’avrebbe voluta vicina nel momento di difficoltà che stava attraversando; non ci sarebbero invece riferimenti espliciti alla perdita del lavoro. L’uomo, infatti, lavorava con un contratto a tempo indeterminato nell’azienda da 8 anni. Due mesi fa aveva ricevuto, insieme ad altri 5 colleghi, la lettera di messa in mobilità.

«Devi iniziare a cercarti un altro lavoro» gli avevano comunicato. L’azienda aveva deciso di delocalizzare in Cina il settore collaudo nel quale era impiegato .

La Chloride è una multinazionale inglese, con oltre 200 impiegati in provincia di Bologna. Produce gruppi di continuità Ups, apparecchiature che si usano per mantenere alimentate macchine elettriche che sono senza corrente; nell’ultimo anno fiscale, a marzo 2009, aveva registrato un aumento del fatturato del 22% e dei profitti del 31%.

Ieri i sindacati avevano ottenuto dall’azienda l’apertura di una trattativa per evitare i licenziamenti, ricorrendo ai contratti di solidarietà. Questa mattina i lavoratori, appresa la notizia, sono usciti dall’azienda. Decideranno nelle prossime ore le iniziative da intraprendere. Il presidente della Regione Vasco Errani ha scritto una nota esprimendo il cordoglio alla famiglia del giovane: «E’ il segno che non bisogna sottovalutare in nessun modo la crisi ed i suoi effetti sociali, che attengono al tema del reddito ma anche al tema della dignità del lavoro».

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