28 mag. – Oggi, in occasione dei funerali di Nicola Cavicchi, morto nella notte del terremoto all’interno della Ceramica Sant’Agostino, ci sarà una fermata simbolica in tutti i luoghi di lavoro del modenese, a partire dalle 15. La decisione è stata presa dalle segreterie nazionali dei sindacati, per ricordare i quattro lavoratori che hanno perso la vita nel crollo dei capannoni sotto cui trascorrevano il loro turno di notte.
A poco più di una settimana dal terremoto, la maggior parte degli abitanti dei paesi colpiti non se la sente ancora di dormire in casa. Le continue, seppur più lievi, scosse impediscono di trovare la serenità necessaria ad addormentarsi tra mura di mattoni. Per questo, si dorme in strada, nelle auto, nelle roulette, nei camper o nelle tende montate in giardino. Oppure si dorme da amici e parenti lontano da casa. Il numero degli accolti nelle tendopoli o nelle strutture allestite dalla Protezione Civile ha superato quota 7mila.
Nei campi e nei palazzetti ora si può accedere solo se si è registrati: nei giorni immediatamente successivi al sisma, chiunque fosse alla ricerca di un letto o di un piatto caldo poterva entrare e la cosa aveva creato non poche tensioni. Per fare un esempio: gli accessi al Palareno di Sant’Agostino, dove domenica notte hanno dormito circa 230 persone, sono sorvegliati dall’Associazione Nazionale Carabinieri che chiedono il pass a chiunque provi ad entrare. A gestire la struttura è la Croce Rossa: sono arrivate docce, bagni e una tensostruttura dell’esercito sotto cui i volontari allestiranno un centro giochi per i tanti bambini che vivono nel palazzetto.
Nella vicina San Carlo, dove si è assistito al fenomeno della liquefazione (acqua e sabbia che sono uscite da crepe e voragini provocate dalle scosse di domenica 20), sono state evacuate circa 150 persone dopo le verifiche dei geologi. La maggioranza è stata accolta, nella notte di sabato scorso, nella vicina Casumaro, frazione del Comune di Cento. Ieri anche a San Carlo è stata allestita una tendopoli.
Intanto continuano le verifiche sull’agibilità delle case. “E’ una priorità – ha detto il sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli – ma è altrettanto prioritario far ripartire le fabbriche”.
Ieri è stata abbattuta la ciminiera della vecchia fabbrica di pomodori di Bondeno, danneggiata dal sisma, che minacciava alcune case. La stessa sorte toccherà, tra oggi e domani, al campanile della chiesa di Buonacompra, frazione di Cento, e nei prossimi giorni anche a quello di Corporeno.
Nella notte appena trascorsa le scosse sono state sedici, ma la più forte è stata alle 22.25 di domenica sera, di magnitudo 3.8.

