(nella foto, bandiere a mezz’asta a Palazzo D’Accursio, in segno di lutto)
9 mag. – Maurizio Cevenini si è ucciso lanciandosi del palazzo della Regione, sede dell’Assemblea Legislativa dove era consigliere regionale.
Si è buttato dalla finestra del suo ufficio di consigliere di Presidenza dell’Assemblea, trovata aperta dagli inquirenti al settimo piano del palazzo, non dal terrazzo come inizialmente ipotizzato. Dopo un volo di alcuni metri è precipitato su un terrazzino più in basso. Dopo i rilievi, il corpo è stato trasportato sul furgone dell’infortunistica legale, il mezzo è sfilato poi davanti all’ingresso, scortato da un’auto della polizia. L’edificio è rimasto chiuso, dentro solo gli inquirenti e le autorità.
Cevenini ha lasciato un biglietto d’addio, al vaglio degli inquirenti insieme ad altro materiale presente nella stanza. Il testo, senza un destinatario preciso, recita: “pensate a mia moglie e a mia figlia“.
I primi a notare il corpo del consigliere, questa mattina, sono stati alcuni impiegati e una guardia giurata, dalle finestre del secondo piano. La prima chiamata al 118 è arrivata alle 7,47. Per gli inquirenti si è suicidato durante la notte, perché ieri aveva partecipato alla seduta dell’Assemblea legislativa e la sua smart bianca con le bande rossoblù stamattina è stata trovata nel parcheggio sotterraneo di viale Aldo Moro, ma senza che fosse registrato alcun ingresso. L’ipotesi è che abbia compiuto il gesto verso le 21 perché a quell’ora una guardia giurata ha riferito di aver sentito un tonfo, di aver controllato che cos’era accaduto al piano terra ma di non aver notato nulla di strano. Più o meno alla stessa ora, alle 21, aveva ricevuto la telefonata di un giornalista sportivo che gli chiedeva se fosse in arrivo alla festa dei club rossoblù, dove lo aspettavano a presiedere una lotteria. Da quel momento in poi Cevenini nonha più risposto al telefono.
Tra i testimoni ascoltati dagli inquirenti per fare luce sul tragico gesto sono stati sentiti anche i medici che seguivano la salute del ‘Cev’. Da tutte queste audizioni, è emerso un quadro di pesante depressione in cui Cevenini era caduto da molto tempo. I familiari avrebbero confermato che assumeva farmaci antidepressivi, un supporto iniziato dopo l’attacco ischemico avuto nell’ottobre 2010.
Da allora, Cevenini si sottoponeva anche a check-up periodici a Villalba. Pare che negli ultimi tempi si fosse aggravato il suo deficit alla vista. Per il momento, al di là del biglietto trovato sulla sua scrivania con un riferimento alla moglie e alla figlia, non e’ stato trovato nessun altro scritto di pugno del ‘Cev’. Nei prossimi giorni qualcosa potrebbe emergere dai computer o dai telefoni cellulari, ora al vaglio degli inquirenti.
Giovedì avverrà il riconoscimento del corpo da parte dei familiari, forse non ci sarà una vera e propria autopsia ma una visita esterna della salma da parte del medico legale.
Il Bologna calcio, in lutto, ha annullato la festa organizzata per celebrare la stagione a Casteldebole. Tifoso rossoblù, anche domenica scorsa Cevenini era al Dall’Ara per sostenere la sua squadra del cuore. Fino alla settimana scorsa era stato presidente pro tempore dell’associazione dei tifosi, che poi ha eletto un altro presidente.

