5 gen. – Si sta costruendo troppo, troppe case e troppi uffici, e l’invenduto si aggirerà nei prossimi anni tra l’8 e il 9%. Il Corriere di Bologna nei giorni scorsi ha riportato i dati che emergono dagli studi di Nomisma sul mercato immobiliare in città: l’offerta crescerà di 300-350 mila metri quadri per il residenziale e di 270 mila per il terziario. Troppi, non solo per colpa della crisi economica. Secondo Luca Dondi, economista di Nomisma, nemmeno in una fase di evoluzione normale del mercato queste cifre potevano essere assorbite. Meno che meno in un periodo in cui la domanda è calata del 30% (dal 2008 a oggi).
“Il Piano Strutturale Comunale è stato in parte stravolto per fare cassa“, ha spiegato Luca Dondi, “i problemi sono venuti con la concertazione caso per caso. E’ mancata una visione complessiva di sistema sia dal punto di vista demografico che della capacità di assorbimento. Si è puntato all’ottenimento di entrate, perdendo di vista l’obiettivo della sostenibilità.” Proprio in questi giorni l’ufficio statistico del Comune ha reso note le previsioni demografiche per i prossimi 15 anni: crescita molto contenuta.
Il Psc è frutto della giunta Cofferati, con Virginio Merola assessore all’urbanistica. Merola ha sempre difeso il Psc parlando di piano che privilegia la riqualificazione rispetto al consumo di territorio, ma “è vero in parte”, ha replicato Dondi, che ha posto il fuoco sui problemi che sono sorti dopo, attraverso al concertazione a due, sulle singole partite urbanistiche.
Ascolta l’intervista completa a Luca Dondi, Nomisma
Anche Adriano Turrini, presidente di Coop Costruzioni, conferma l’eccesso di offerta. Troppo mattone che dà vita a “fenomeni distorti e preoccupanti”.
Le cause individuate da Turrini sono diverse:
E’ la politica che deve intervenire, spiega Turrini, che elenca una serie di “fattori concomitanti presenti a Bologna che sono abbastanza pericolosi“, gli ambiti di futuro sviluppo individuati dal Psc, le caserme militari (Prati di Caprara e Staveco) e le aree ferroviarie. Un puzzle complesso fatto di interessi e di partite strategiche per il disegno futuro della città. Ancora Adriano Turrini:
Di mercato immobiliare si occupa anche un’inchiesta pubblicata sull’ultimo numero di Altreconomia che mette il fuoco sul rapporto tra banche e costruttori. perché le banche sono così attive in questo periodo nel rinegoziare finanziamenti a imprenditori impegnati in progetti immobiliari, a prescindere dalla realizzazione o meno del progetto? perché fa bene ai loro bilanci. Ascoltate la spiegazione di Luca Martinelli, autore dell’inchiesta

