12 feb. – Continua la bagarre dentro al Pd bolognese. Da una parte i cattolici minacciano il voto disgiunto e dall’altra Cevenini chiede di sotterrare le asce di guerra almeno fino alle regionali.
E’ stata l’esclusione del consigliere cattolico uscente Mauro Bosi a favore di Claudio Merighi, dal listino per le regionali a far saltare gli equilibri nel partito. La protesta ha assunto varie forme: da un lato Lina Delli Quadri ha scelto di non rinnovare, per il momento, la sua iscrizione al partito, dall’altro Stefano Alvergna, Carla Falchieri e Andrea Finelli si sono dimessi dall’Esecutivo provinciale del partito. E c’è chi, sedotto dalle voci suadenti che vengono da Maria Cristina Marri dell’Udc “i cattolici nel Partito Democratico non sono al loro posto”, minaccia il voto separato alle regionali: Errani presidente e un voto di preferenza a candidati dell’Udc.
Maurizio Cevenini, capolista alle regionali, chiede un “cessate il fuoco“. “Con la responsabilità che mi deriva da capolista – scrive Cevenini – chiedo una tregua fino al 29 marzo, dopo si aprirà una fase congressuale che permetterà a tutti di presentare le proprie ragioni e proposte”.
L’assessore uscente Luciano Sita chiede invece al Pd “di non attardarsi sulle beghe contingenti che ci sono”. Per l’ex numero uno della Granarolo, “il problema del Pd è portare avanti una politica di reale confronto con tutti e dare più spazi ai giovani e alle donne“.

