Sgombero Bartleby. Dopo i tafferugli, occupata l’aula3 di Lettere

23 gen. – Prima il blitz in Rettorato e poi il corteo che ha cercato di raggiungere la sede di via San Petronio Vecchio. E’ stata questa la risposta che un centinaio di attivisti dei collettivi autonomi cittadini ha dato allo sgombero di questa mattina dello spazio Bartleby.

Il presidio lanciato per le 12 sotto le finestre del Rettorato in via Zamboni 33 si è quasi subito trasformato in un corteo. In un centinaio sono entrari nello storico palazzo in cui ha sede il vertice dell’Ateneo al grido di “occupiamo quel che ci pare“. Nell’atrio che dà accesso alle segreterie e al primo piano del palazzo, gli attivisti hanno trovato però le porte chiuse: qualche uovo è stato lanciato contro la porta a vetri, insieme ad un petardo e qualche suppellettile presente nell’atrio.

Il corteo è poi ripartito diretto in piazza Verdi: “Andiamo a riprenderci Bartleby” hanno urlato dal megafono. Risalita via Petroni e superata piazza Aldrovandi, il corteo aperto dallo striscione “Bartleby resiste, difendiamolo insieme” ha imboccato via Guerrazzi puntando su via San Petronio Vecchio, dove si trova lo stabile di proprietà dell’università sgomberato alle prime luci dell’alba. Ad impedire l’accesso alla via una quindicina di agenti della celere in antisommossa. Ci sono stati dei tafferugli quando i due gruppi sono entrati in contatto.

In supporto ai poliziotti sono arrivati anche una ventina di carabinieri che nelle autoblindo seguivano il corteo; altri agenti sono scesi in via Guerrazzi da via Santo Stefano: a quel punto il corteo si è trovato circondato su tre lati. “Hanno creato una tonnara e molti di noi si sono fatti male” ha detto Michele Barbolini di Bartleby che critica la gestione della piazza. Ascolta Michele Barbolini_gestione piazza

Un funzionario di polizia ha ricevuto cinque giorni di prognosi per aver ricevuto calci alle gambe. Cinque feriti tra i manifestanti che sono stati colpiti dai manganelli.

Il corteo ha poi ripreso la sua marcia, con altri momenti di tensione quando i manifestanti si sono trovati a pochi centimetri dalle macchine dei carabinieri, verso la zona universitaria e si è concluso al 38 di via Zamboni, sede della facoltà di lettere, in cui gli attivisti hanno occupato l’aula 3. Lì alle 19 hanno tenuto un’assemblea partecipata dagli attivisti di collettivi e centri sociali cittadini.  “Ripartiamo dall’Università come sempre e da qui partiranno le varie iniziativa a sostegno di Bartleby” ha detto Barbolini che ha spiegato che l’università durerà “finché ne avremo necessità”.

Dopo l’assemblea è partito un corteo notturno e gli attivisti hanno lanciato un nuovo corteo per sabato 26 gennaio da piazza Verdi.

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