Sfruttava connazionali in pizzeria. Arrestato un pakistano

23 ott.- Sfruttava nelle proprie pizzerie connazionali fatti arrivare dal Pakistan e produceva documenti falsi per regolarizzarli. Un cittadino pakistano è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, il 13 ottobre, durante l’irruzione della squadra mobile della Questura in due appartamenti, in via Saffi e in via Emilia Ponente. Il gip non ha ritenuto che l’uomo potesse scappare, avendo in città un’attività avviata da anni, quindi non ha convalidato il fermo e ha disposto invece gli arresti domiciliari. Insieme al fratello, che si occupava delle pratiche dal Pakistan, il titolare delle pizzerie è stato denunciato per sfruttamento dell’immigrazione clandestina e per aver prodotto false attestazioni. Le vittime sono 10 pakistani, fatti arrivare in Italia dal 2009 al 2011, alcuni con visto turistico poi scaduto.

Uno di loro ha detto di aver pagato 15 mila euro, di cui 10 mila prima di partire e altri 5 mila per le pratiche di regolarizzazione, sulle quali la polizia ha chiesto agli uffici competenti della Questura di avviare altri controlli.

Il datore di lavoro ha ammesso di aver pagato somme irrisorie ai lavoratori, impiegati anche 12 ore per 10 euro al giorno nelle 4 pizzerie di sua proprietà in zona Emilia ponente. L’indagine è partita a fine settembre da due denunce. Una è quella di un ex dipendente, arrivato in Italia nel 2003. Per un anno ha lavorato senza essere pagato, in cambio solo del vitto consumato in pizzeria. Negli anni successivi ha acquistato un locale dall’indagato e di recente ha scoperto che il proprio nome figurava nei contratti di assuzione falsi con cui il suo ex datore di lavoro continuava ad assumere altri connazionali.

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