L’appello del circolo Sesto Senso


27 mag. – “Salve, Bologna, città tronfia, presuntuosa e ingrata”, questo l’incipit della lettera aperta ai cittadini presentata questa mattina al Circolo Arci Sesto Senso di via Petroni dal presidente Giorgio Tinelli. Dopo la bocciatura nel bando per l’assegnazione di Vicolo Bolognetti e la scelta di chiudere il locale, il Sesto Senso lancia una vertenza cittadina e denuncia la mancanza di spazi culturali giovanili a Bologna.

Attraverso il racconto di cosa è stato il piccolo centro culturale negli ultimi nove anni per la zona universitaria, viene puntato il dito contro le istituzioni, il Quartiere San Vitale, la Regione, gli assessorati e gli enti preposti, tutti accusati di aver fatto poco o nulla negli ultimi anni per aiutare il circolo.

Tinelli racconta di essere alla ricerca da più di un anno di un nuovo posto denunciando la difficoltà di trovare locali in affitto a costi accessibili . “ci hanno chiesto anche 5.500 euro al mese, o l’acquisto di licenza da 150.000 euro.” Il Sesto Senso e’ comunque deciso a rimanere in zona universitaria: “Vogliamo
continuare a lavorare con giovani e studenti”. “il Quartiere conosce la nostra situazione da anni” – aggiunge Dimitri, art director del circolo – “ma non e’ stata fatta nessuna mediazione”.

Al momento la chiusura del locale è prevista per il 13 Giugno e non ci sono idee su una possibile collocazione futura. Nella lettera il Sesto Senso dichiara di “rimanere alla finestra” e rivolge alla amministrazione attuale ed a chi amministrerà la città dopo le elezioni un invito ad esprimersi su “cosa intendono fare per la cultura giovanile”. Tinelli in conclusione ha lanciato un grido d’allarme: “per quanto tempo Bologna intende continuare questa insensata guerra ai giovani? Viene denominato degrado cio’ che e’ il risultato piu’ ovvio per chi non fa nulla per opporsi alla desertificazione della citta’ con assurde politiche neo-securitarie, invece che investire nella gestione armonica delle relazioni tra residenti temporanei e stabili, e tentare di attutire con politiche in prospettiva il naturale impatto generato dalla convivenza di differenti stili di vita.”

All’incontro erano presenti rappresentanti politici di Bcl, lista Grillo, PCl e il Presidente dell’Arci Giovanni De Rose oltre ad altre associazioni e realtà culturali cittadine. Da Edoardo Schiazza dell’associazione Neata, che cura la gestione del parco 11 Settembre 2001 nella zona della Manifattura arriva una proposta: Schiazza ha invitato il circolo Arci Sesto Senso a prendere in mano la gestione del parco con una sorte di “occupazione dolce” dal 10 Agosto a metà Settembre.

foto Roberto Serra/Iguana Press

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