Servizio sociale a bassa soglia: si torna a centralizzare

2 apr. – Con la primavera sono in arrivo novità per i servizi comunali “a bassa soglia” rivolti all’emergenza sociale. Mentre prepara il bilancio del Piano freddo, che questo inverno ha dato riparo a centinaia di persone, con punte di 520 nei giorni più gelidi, l’assessore ai Servizi sociali Amelia Frascaroli ha annunciato ai nostri microfoni  che da metà aprile il servizio di ascolto per le persone non residenti o comunque di passaggio in città tornerà ad essere centralizzato. Troppi problemi aveva creato il decentramento di queste funzioni nei quartieri, incapaci di accogliere i bisogni e di intrecciare le competenze necessarie per soddisfarli. Si torna dunque ad un unico punto di raccolta e di coordinamento.

Riattivare il servizio di ascolto centralizzato  serve a riprendere in carico quelle che l’assessore definisce «le fragilità estreme»:

amelia frascaroli sito 120402

Un’altra novità che partirà sempre da metà aprile: il Pronto intervento sociale diventerà un servizio attivo 24 ore su 24, e non più soltanto nelle ore di chiusura dei servizi. Opererà nel territorio metropolitano, con la collaborazione dei Comuni della provincia, per raccogliere le richieste di aiuto di persone che abitano stabilmente a Bologna e dintorni.

I servizi a “bassa soglia” sono rivolti a persone adulte che si trovano a vivere un’emergenza, per esempio perché non hanno una casa, hanno problemi di tossicodipendenza o sono immigrate senza documenti. Per rispondere alla loro richiesta d’aiuto, i Servizi sociali mettono in moto una rete di operatori, attivi nei centri diurni, nelle unità mobili, nei dormitori, nelle strutture socio-sanitarie come gli ospedali e i Sert.

 

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