20 dic. – “Siamo disperati. Non ci hanno lasciato altra alternativa”. Esordiscono così Antonietta Laterza, presidente dell’associazione Sirena Project, e Malick Kaire di A.C.A.B.A.S., da anni impegnati nell’integrazione sociale dei portatori di handicap attraverso corsi di musica, canto e comunicazione corporea. Sirena Project (e di conseguenza A.C.A.B.A.S. che è ospitata da Sirena) si trova dal 17 gennaio sotto ingiunzione di sfratto e con un preavviso di soli 3 giorni. La motivazione ufficiale? “Di scritto non c’è nulla, a voce ci è stato detto che la Casa Gialla, il luogo dove operiamo da anni, è ormai inagibile”. “Ma se è inagibile – si chiede Laterza – perché lo sfratto lo hanno dato solo a noi e non alle altre associazioni presenti, tra cui Pd e Sunia?“.
In realtà, i problemi di Sirena Project iniziano già nel 2009, anno di scadenza del bando di quartiere quinquennale che a suo tempo aveva concesso un locale all’associazione. Poi le proroghe, prima da marzo a settembre 2009 e poi da settembre a dicembre. Infine, una prima richiesta di consegna delle chiavi del locale, “con la promessa di averne un altro, sempre al Pilastro, attraverso i bandi di quartiere”. In effetti, l’associazione ai bandi ha partecipato, ma sempre con esito negativo. Eppure Sirena Project ha una convenzione con l’Ausl, definita di “successo e di elevata professionalità” da parte degli educatori del servizio “disabili adulti” della stessa azienda sanitaria.
“Dietro allo sfratto c’è una motivazione politica che non capiamo, forse anche del razzismo“, spiega Antonietta Laterza. E il riferimento è al laboratorio di percussioni per bambini condotto dai volontari senegalesi dell’associazione A.C.A.B.A.S. ogni giovedì pomeriggio. “Non so se siano stati i tamburi o altro – conclude Laterza -, so che siamo sotto sfratto e l’attività con i bambini disabili sarà interrotta“. Per questo Sirena Project chiede l’assegnazione di un nuovo locale. Per il momento, nessuna risposta dal quartiere San Donato.

