Sequestro conservativo dei beni della Verlicchi

1 apr. – Il Tribunale ha disposto il sequestro conservativo di tutti i beni della Verlicchi, l’impresa di telai per moto presidiata da giorni dai lavoratori per impedire che i macchinari venissero portati via. Custode sarà il sindaco di Zola Predosa Stefano Fiorini. La decisione del giudice è stata presa questa mattina, all’indomani dell’udienza sull’istanza di fallimento avanzata dagli stessi lavoratori e rinviata al 15 aprile.

Da questo momento dunque nessuno può far uscire alcunchè dalla fabbrica, senza il permesso di Fiorini. Una buona notizia per i lavoratori, la proprietà Jbf non potrà smantellare le attrezzature produttive, riconosciute dal tribunale come unica garanzia dei crediti verso i lavoratori (che non stanno ricevendo lo stipendio) e i fornitori.

Intanto sulla vicenda prende parola anche l’Unipol Banca respingendo ogni responsabilità sulle difficoltà finanziarie che hanno costretto la famiglia Verlicchi a cedere l’azienda di famiglia. I proprietari storici avevano imputato un ruolo nel fallimento anche alle banche locali, che non avrebbero sostenuto l’azienda. “La Verlicchi non aveva rapporti con la nostra banca – ha spiegato il direttore generale dell’istituto, Luciano Colombini – si è presentata con due anni di bilanci in perdita, fatturato in calo del 40%. Siamo una banca che sostiene le imprese, ma non siamo una onlus”.

La protesta dei lavoratori continua e sabato 2 aprile davanti ai cancelli della fabbrica verrà proiettato il film documentario sulla lotta della Innse di Milano a cui seguirà un dibattito, organizzato insieme all'”Assemblea proletaria” di Bologna.

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