Bologna, 1 apr. – La Direzione investigativa antimafia (Dia) di Bologna ha sequestrato beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre cinque milioni di euro. Erano riconducibili ad un imprenditore di origini pugliesi, residente a Modena: Girolamo Conte.
Il provvedimento è stato deciso dal Tribunale di Taranto, su proposta della Dia, nell’ambito della strategia che mira all’aggressione dei beni accumulati dalle organizzazioni mafiose. Sequestrate e congelate due imprese modenesi: la “Hammer”, impresa edile che costruisce case, e la “White queen”, attiva nel noleggio di auto.
Conte, 48 anni, era già stato condannato per associazione di stampo mafioso. In base alle carte della Dia e ai documenti in possesso dei giudici, Conte “risulta soggetto inquadrabile” come componente di una associazione di stampo mafioso e nel 1998 il Tribunale di Taranto lo condannò a 10 anni di reclusione con sentenza divenuta irrevocabile nel 2001.
Palese era la sproporzione tra il patrimonio reale di Conte, la sua dichiarazione dei redditi e l’attività economica esercitata ufficialmente.

