Sequestrati beni di narcotrafficanti calabresi a Bologna

7 apr –  Acquistavano immobili e terreni a Bologna e dintorni per conto di due narcotrafficanti calabresi affiliati alla cosca Mancuso. Venticinque persone sono sotto inchiesta per finte intestazioni di società ville e hotel appartenenti  in realtà a due narcotrafficanti calabresi. Uno di questi, Vincenzo Barbieri, è stato ucciso lo scorso 12 marzo in un agguato a San Calogero, in provincia di Vibo Valentia. L’altro, Francesco Vendrici, è detenuto a Caltanissetta dopo l’arresto del gennaio scorso per narcotraffico su ordine della Dda di Catanzaro.

La polizia ha disposto il sequestro di sei beni tra Bologna e provincia, si tratta di esercizi commerciali, beni immobili, mobili e quote societarie del valore di diversi milioni di euro. Dodici persone sono indagate per trasferimento fraudolento di valori e la polizia sta eseguendo delle perquisizioni nelle loro residenze, tra Bologna, Vibo Valentia, Modena e Mantova.

Per dodici degli indagati il pm Enrico Cieri della Dda aveva chiesto misure cautelari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di beni con l’aggravante del favoreggiamento della cosca mafiosa. La Squadra mobile e la Procura vedevano dietro all’espediente dei prestanome un sistema che favoriva la ‘ndrangheta, e avevano contestato ai principali indagati l’associazione per delinquere. Il gip Alberto Gamberini, però, ha bocciato l’ipotesi associativa e concesso un’ordinanza di custodia cautelare solo pe Ventrici.

L’indagine della squadra mobile di Bologna su Barbieri è iniziata nel giugno del 2009: quando Barbieri, arrestato sotto le Due torri per narcotraffico internazionale scontava l’obbligo di dimora all’hotel Baglioni.

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