Sequestrate le azioni Faac, la Curia annuncia il ricorso

9 ott. – Nuovo colpo di scena nella vicenda della Faac, la multinazionale dei cancelli automatici che Michelangelo Manini ha lasciato in eredità alla Curia di Bologna. Il giudice civile Maria Fiammetta Squarzoni ha accolto il ricorso di Carlo Rimondi, uno dei parenti che hanno impugnato il testamento. Finché si decide sulla veridicità del documento, il patrimonio da 1,7 miliardi di euro, comprese le azioni dell’azienda che ha sede a Zola Predosa, è affidato a un curatore giudiziario, il professor Paolo Bastia, dottore commercialista, che dovrà chiedere l’autorizzazione al giudice per ogni decisione al di là della gestione ordinaria.

“Dio ha dato, Dio ha tolto”, avrebbe detto l’arcivescovo Carlo Caffarra ai suoi collaboratori commentando la decisione del giudice, secondo quanto racconta oggi “il Resto del Carlino”. Per voce dell’economo monsignor Gian Luigi Nuvoli, però, via Altabella annuncia il ricorso, in segno di rispetto a chi ha riposto nella Curia tanta fiducia.

Sono cinque gli zii di Manini che hanno impugnato le volontà del congiunto; a loro si aggiunge la nipote Mariangela Manini, che di recente ha rivelato di essere “la sorella segreta di Michelangelo”.

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