31 mar. – I senzatetto che si rivolgono agli avvocati di strada sono in aumento: è quanto emerge dal rapporto 2010 dell’associazione Avvocato di strada Onlus sull’assistenza legale in Italia a favore delle persone senza dimora. A Bologna sono 216 la cause iniziate, 2212 in tutta Italia nei 19 sportelli sparsi sul territorio nazionale. L’aumento delle pratiche aperte a livello nazionale è del 20% e, secondo il presidente Antonio Mumolo, è causato dall’aumento delle persone che rimangono senza casa, anche a causa della crisi in corso. “Crescono ancora i casi di persone italiane – ha detto infatti Mumolo – che perdono il lavoro, non riescono a pagare le bollette e finiscono in strada: l’effetto della crisi si sta ancora facendo sentire pesantemenente“.
Tra le cause di diritto civile spiccano quelle aperte per la richiesta di residenza. A seguito dell’approvazione del decreto sicurezza, infatti, i senza dimora devono dimostrare di vivere effettivamente nella città in cui chiedono la residenza e questo molto spesso si traduce in un respingimento della domanda. Nelle 253 pratiche aperte in Italia per questo motivo, 30 a Bologna, gli avvocati hanno raccolto le prove della loro presenza in città e tutte sono andate a buon fine.
Per gli stranieri il problema maggiore per cui chiedono un supporto legale è la domanda per il permesso di soggiorno: a Bologna sono 43 le pratiche aperte dagli avvocati di strada per questo motivo. Sedici sono invece le cause per ricorrere contro fogli di via o decreti di espulsione. “Per uno straniero perdere il posto di lavoro è un dramma ancora maggiore” spiega il presidente di Avvocato di strada “perché essendo il suo permesso di soggiorno legato al lavoro, se non trova un altro posto diventa clandestino ed è costretto a nascondersi“. La legge Bossi-Fini quindi, denuncia Mumolo “era nata per combattere l’immigrazione clandestina, ma ha prodotto più immigrazione clandestina“.
I clochard vengono assistiti dall’associazione anche per piccoli reati penali: reati di violenza personale, 6 a Bologna, o procedimenti per diffamazione, offesa o resistenza a pubblico ufficiale (4 in città). Tra i procedimenti penali però ci sono anche 8 cause aperte a Bologna per violenze o molestie subite. “Sempre più persone in giro si sentono legittimate a insultare o picchiare chi vive in strada, semplicemente perché povero. Poi in televisione vediamo solo la punta dell’iceberg, quando una persona sulla panchina viene cosparsa di benzina e viene data alle fiamme, ma i reati che si commettono contro le persone che vivono in strada sono molti“, ha commentato Mumolo, aggiungendo che “questo è un dato che deve far riflettere“.

