Bologna, 3 dic. – “Una cucina, un’osteria o un bar necessitano di una serie di investimenti che durano nel tempo. Noi invece lavoriamo su un arco di massimo tre anni, non abbiamo nemmeno il tempo di mettere tutto a norma. Quello di cui abbiamo bisogno è una legislatura leggera, che tenga conto della nostra non permanenza nelle strutture”.
A parlare è Werther Albertazzi, numero uno di Planimetrie Culturali, l’associazione che ha dato vita al progetto del Senza Filtro di via Stalingrado. Il 29 novembre un’ispezione sanitaria ha imposto la chiusura di bar e cucina, perché lo spazio è risultato privo delle necessarie autorizzazioni. Ora Albertazzi e gli altri soci dell’associazione andranno in Comune e in Questura per un confronto nel merito “dei problemi burocratici” che sono sorti. “Il lavoro che abbiamo fatto dovrebbe avere un peso – conclude Albertazzi – Vogliamo aprire un dialogo con la Giunta, e capire quale è la loro posizione”. E ancora: “E’ paradossale prendersi i complimenti da tutti e poi ricevere una visita dalla Questura. Penso che i mezzi per tenere aperto Senza Filtro ci siano se c’è la volontà politica“. Se non si troverà una soluzione Albertazzi annuncia mobilitazioni sì, ma di natura artistica e culturale. “Se dovremo riempiere Piazza Maggiore di attività lo faremo, chiedendo il permesso”.
L’intervista di Michele Pompei:

