6 giu. – Prosegue con nuovi particolari l’inchiesta del Procuratore aggiunto Valter Giovannini e della Polizia municipale sui falsi pass per disabili. Risulterebbe senza documentazione, infatti, il permesso handicap della madre 68enne di Marilena Molinari, la disabile già indagata nelle vicenda dei pass ai giocatori del Bologna, a cui risultano associate le targhe di vetture di tre rossoblu, Viviano, Portanova e Mudingayi, e due targhe di auto della moglie di un altro giocatore, Perez.
Gran parte delle 10 targhe totali associate al permesso della madre di Molinari sarebbero state inserite da Gianluca Garetti, l’impiegato già indagato per corruzione della Coopertone, la cooperativa che ha avuto in appalto dall’Atc il rilascio dei permessi. La donna ha subito un investimento nel 2007 ed ha riportato postumi permanenti, ma quando gli accertamenti sono andati a fondo hanno scoperto che non risulta nessuna documentazione, nessuna procedura, né alla Ausl né nel faldone della Coopertone dove ci sono le pratiche dei pass di quel tipo.
Un’accusa respinta dall’avvocato Gabriele Giorgi, che assiste la factotum del Bologna F.C. Marilena Molinari. Secondo l’avvocato tra Marilena e i calciatori ci sono sempre stati rapporti di amicizia e alcuni vecchi calciatori, che ora non sono piu’ a Bologna, sono stati anche a mangiare i tortellini a casa della madre di Marilena”. Il legale di Molinari punta, invece, il dito contro la cooperativa Coopertone, anche per quanto riguarda la pratica della madre che non si trova. “Stando a quanto sta emergendo dalle indagini di ‘paciughi’ ne stanno venendo fuori. Insomma, che la pratica lì dentro non si trovi, non mi meraviglia”, ha detto il legale.
Intanto sul fronte dei permessi di residente temporaneo che sarebbero stati dati senza documentazione a nove giocatori del Bologna, è risultato che la moglie di Di Vaio lo ha avuto 10 volte, le prime quattro regolarmente. Quasi tutti i giocatori che hanno avuto i permessi temporanei avevano, appunto, le targhe associate a permessi handicap e in questo modo potevano accedere al centro, alla ‘T’ sotto le Due Torri, e percorrere le preferenziali. Ma in questo modo non potevano parcheggiare in centro. Così per parcheggiare si sono dotati dei permessi temporanei di residenti, ma in quasi tutti i casi senza la necessaria documentazione.

