26 lug. – Vivono in tenda da sei giorni, ma non si tratta di un campeggio. Ad ospitare gli sgomberati delle ex scuole Mazzini di via Legnano è il marciapiede di fronte all’istituto, quello che dal 21 di luglio è diventato la loro casa, a Borgo Panigale. C’è uno striscione che rivendica il diritto alla casa, due sedie, una sdraio, dieci tende e poche cose. Tutto quello con cui vivono otto famiglie e due singoli, anche bolognesi, che non hanno una sistemazione. Qualcuno lavora, ma non guadagna abbastanza da affrontare un affitto a prezzi di mercato. Stanno seduti a guardare la scuola che fino a qualche giorno fa era casa, ed ora ha gli ingressi murati e le finestre oscurate da travi di legno. Da un cornicione penzola ancora lo striscione Casa Popolare Dodi Maracino. Dal 21 luglio nessuno del Comune né dei servizi sociali si è fatto vedere, dicono. Soltanto, giovedì, qualcuno dell’amministrazione ha provveduto a togliere l’acqua dalla fontana del parco adiacente. Così non c’è più la possibilità di avere acqua corrente per bere e per lavarsi. Per farlo, spiegano, possono contare solo sull’aiuto della parrocchia – distante un centinaio di metri – che permette loro di usare il bagno due volte al giorno, la mattina e la sera. Ma la doccia non c’è, bisogna arrangiarsi. E non si può nemmeno cucinare, sul marciapiede, neanche con i fornellini a gas, che giacciono inutilizzati a terra. Si mangia qualche panino, qualche insalata, raccontano. Per ora nessuno ha una soluzione alternativa, resteranno dove sono. Ma tra le famiglie serpeggia la paura che sia in arrivo un nuovo sgombero.
