Sentenza Eternit. A Bologna la rabbia dei lavoratori delle Ogr

ogr bologna 2Bologna, 20 novembre – I lavoratori delle Officine Grandi Riparazioni di Bologna sono tornati in piazza, ieri pomeriggio, e questa volta per protestare contro la sentenza Eternit, che ha visto prescritto in Cassazione il reato di disastro ambientale nonostante gli oltre duemila morti per mesotelioma a Casale Monferrato. “Com’è possibile che non ci siano colpevoli per questa strage?”

“Questa è una sentenza che dà un colpo di spugna alla giustizia, non ci può essere prescrizione per chi ammazza la gente”, dice Salvatore Fais, lavoratore Ogr e rappresentante sindacale della Cgil. Fais, assieme a molti altri bolognesi, due giorni fa si era recato proprio a Roma per assistere ai lavori del processo e non nasconde l’amarezza di fronte alla decisione della Cassazione. “Questa notte non sono riuscito a dormire per il senso di rabbia e impotenza”.

Per chi lavora alla Ogr l’amianto è stato per decenni quasi come un compagno di lavoro, un compagno che ha ucciso più di 200 persone, tra operai e tecnici. “Si lavorava con enormi quantità di questo materiale”, ci dice uno dei dipendenti dell’officina che preferisce restare anonimo. “Anche se adesso la situazione è chiaramente diversa, continuiamo a lavorare con  componenti in amianto provenienti da paesi stranieri. Le Frecciargento prodotte negli anni novanta hanno amianto nei tetti, e non è detto che i nuovi treni ne siano privi”.

“Questo paese, pur sgangherato che sia, non si merita un trattamento di questo tipo”, si legge nel comunicato di Cgil Emilia Romagna e AfeVa (Associazione familiari e vittime dell’amianto). Susanna Camusso, numero uno del sindacato, ha chiesto concretezza a Matteo Renzi, che aveva annunciato modifiche alle regole sulla prescrizione. “Il presidente del consiglio ha annunciato delle modifiche alle regole sulla prescrizione. Noi non vorremmo un annuncio, ma un decreto legge con corsia preferenziale”.

Ai lavoratori arriva anche il sostegno della popolazione. Al presidio di piazza Nettuno era presente anche Francesco Crittelli, il capogruppo Pd del Consiglio Comunale di Bologna: “Le sentenze si rispettano sempre e comunque, certamente si possono condividere o meno, e noi riteniamo che quanto accaduto sia una brutta pagina nella storia del nostro paese”.

L’amianto è un mostro che sta ancora facendo le sue vittime, “il picco delle morti per in Italia è previsto per il 2016”, dice Federica Baiesi, studentessa delle Laura Bassi presente alla lettura della sentenza di Cassazione “mi sono svegliata alle cinque di mattina per andare a Roma, ero convinta che la giustizia avrebbe fatto il suo corso. Da famigliare di vittime di amianto, questa sentenza è per me allucinante”.

Nicolò Moruzzi.
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