Sei uomini a processo. Il pm: “Hanno creato una cellula jihadista”

20 giu. Sono stati rinviati a giudizio sei uomini (cinque tunisini e un marocchini) accusati di aver creato una cellula jihadista operante a Imola e a Faenza, capitanata dal “colonello” Khalil Jarraya.

L’inchiesta è condotta dal pm Luca Tampieri. Cinque di loro (uno è latitante) furono arrestati con questa accusa dalla Digos di Bologna nell’agosto del 2008.

Ieri in Procura si è svolta l’udienza preliminare per gli indagati, sedici in tutto, tredici dei quali accusati di associazione eversiva con finalità di terrorismo internazionale. Il giudice ha deciso, per sei di loro, il rinvio a giudizio con l’accusa di associazione eversiva con finalità di terrorismo internazionale. Gli altri sono stati prosciolti.

L’organizzazione, secondo gli inquirenti, non aveva alcun progetto terroristico da realizzare in Emilia Romagna o in Italia. Agiva per creare un supporto logistico, per poi poter operare all’estero. Era inoltre impegnata in attività di proselitismo e promozione della jihad islamica, raccoglieva e diffondeva ai propri affiliati materiale video, audio e cartaceo per reclutare e addestrare i combattenti.

Per l’avvocato Desi Bruno, che difendeva otto degli imputati, la sentenza “è un buon risultato. Il giudice ha portato un forte ridimensionamento della ricostruzione accuatoria”.

Secondo il capo d’imputazione del pm Tampieri, l’associazione “era costituita da persone sostenitrici dell’integralismo islamico e dell’azione violenta armata e terroristica a sotegno della religione islamica.”

Get the Flash Plugin to listen to music.