26 mag. – Il 55,9% degli italiani dichiara che “se gli omosessuali fossero più discreti sarebbero meglio accettati” mentre per il 29,7% “la cosa migliore per un omosessuale è non dire agli altri di esserlo“. È quanto emerso dall’indagine condotta nel 2011 dall’Istat sulle “Discriminazioni in base al genere, all’orientamento sessuale e all’appartenenza etnica”.
Sul tema si è discusso in Sala Farnese, in occasione del convegno “Persone Lgbt e Mercato del lavoro”, presentato dal comitato Bologna Pride.
È stato presentato anche il report della prima indagine italiana sul lavoro e le persone Lgbt; il titolo della ricerca è “Io sono Io lavoro” ed è stata condotta da Arcigay.
I risultati delle ricerche delineano il quadro di una società consapevole delle discriminazioni che gli omosessuali incontrano ogni giorno e aperta alle loro istanze ma, nello stesso tempo, una società in cui molti omosessuali sono ancora discriminati in vari ambiti. Gli italiani sembrano condannare le discriminazioni verso gli omosessuali ma le ritengono giustificabili se rivolte ai transessuali.
Giuristi, psicologi, sociologi e rappresentanti dei sindacati e delle Istituzioni si sono confrontati per cercare di dare risposte ad un problema che gli italiani conoscono ma che sono disposti ad affrontare solo con discrezione. Diverse le opinioni e le teorie a confronto: secondo il sociologo Luca Trappolin, esibire la propria identità sessuale, quando non etero, è ancora un tabù perché minaccia il concetto predominante di famiglia fondata sull’unione di un uomo e una donna. A monte delle discriminazioni sessuali ci sarebbe quindi la discriminazione di genere.
ascolta Luca Trappolin – sociologo – ricerca Lgbt mono
Per Raffaele Serra, studente venticinquenne di ingegneria a Bologna e volontario del Pride 2012, l’omosessualità è un modo di essere che non può ridursi ad un semplice affare privato ed esclusivamente sessuale e dice “essere omosessuale non è con chi si fa sesso ma è parte di come ci si rapporta alla gente e come ci si rapporta alla società è legato all’affettività e alla propria capacità di creare rapporti”.
ascolta Raffaele Serra – volontario Pride 2012
Oggi il sindaco Merola inaugura un giardino intitolato a Stefano Casagrande, storico leader Lgbt bolognese. Si tratta del primo spazio pubblico intitolato da un’amministrazione italiana a un leader Lgbt. Il giardino, tra i viali, si trova in via Calori e via Graziano. L’inaugurazione è prevista per le 18.

