Sei film per raccontare il continente nero. Cinemafrica torna a Bologna

cinemafricaBologna, 15 ott. – Sei pellicole per raccontare il “continente nero” attraverso gli occhi di registi e documentaristi africani. Torna a Bologna Cinemafrica, la rassegna che per prima ha portato in città il cinema africano, organizzata dal Centro studi Donati (www.centrostudidonati.org per il programma completo) in collaborazione con la Cineteca e per la prima volta ospitata al Lumière.

Nelson Mandela: the myth and me” aprirà questa nona edizione, venerdì 17 ottobre alle 20.00. Nella pellicola il regista Khalo Matabane propone un’immagine inedita, sobria e demifisticata dello storico leader che ha sconfitto l’apartheid, tra interviste a politici, attivisti e intellettuali.

A seguire, alle 22.30, “O grande Kylapy“. Ispirato a una storia vera e ambientato in Angola tra la metà degli anni ’60 e il 1974, anno di indipendenza dello stato sudafricano dal Portogallo, “The great Kylapy” offre un’ampia panoramica sul colonialismo, i suoi valori e la sua decadenza, mentre racconta la storia di João Fraga. Tra un reato e un altro il protagonista, edonista e scialacquatore, finisce infatti per diventare agli occhi di tutti il paladino della lotta al potere coloniale portoghese.

Si prosegue, sabato 18 alle 17.30, con “Munyurangabo“. La pellicola del regista Lee Isaac Chung, propone la storia di Muyurangabo e del suo amico Sangwa, uno hutu e l’altro tutsi. Ambientanto in Rwanda nel 2007, il film mostra allo spettatore come il genocidio del 1994 continui, a distanza di anni, ad influenzare i rapporti tra le persone. Così i nostri partono insieme da Kigali verso la campagna, ma in realtà, oltre a raccontare il loro viaggio fisico, la pellicola documenta anche il loro viaggio interiore.

War witch” di Kim Nguyen, in programma sabato alle 20.00, parla della storia di Komona. La piccola protagonista, di appena 12 anni, viene rapita e addestrata alla guerra. Una storia di violenze e infanzia rubata, ma anche di speranza perché alla fine Komona riuscirà a fuggire dal suo destino per appropriarsi di un futuro diverso. La pellicola di Nguyen vanta una candidatura agli Oscar nel 2013 nella categoria ‘miglior film straniero’ e ha vinto premi in vari festival per la recitazione della piccola protagonista. E anche la proiezione successiva, quella delle 22.30, mette al centro dei riflettori una bambina di dodici anni. “Life above all” è ambientato in un piccolo villaggio sudafricano. Lillian è malata di Aids e sarà sua figlia Chanda, la protagonista, a prendersi cura e farsi carico della famiglia.

The square“, prima proiezione di domenica alle 15.30, offre cinque punti di vista differenti, tanti quanti i protagonisti del film, per mettere in scena gli eventi di piazza Tahrir tra il 2011 e il 2013, quando cioè milioni di cittadini egiziani sono scesi in piazza per rovesciare il regime del dittatore Hosni Mubarak.

Infine, per la prima volta verranno riproposte sempre domenica anche alcune repliche delle proiezioni dei giorni precedenti.

L’ingresso agli spettacoli è gratuito per tutti gli studenti.

Abbiamo intervistato Piero Fedriga del Centro studi Donati, curatore della rassegna

Giovanni Panebianco

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