Bologna, 30 mag. – Per Zoia Veronesi, segretaria storica di Pierluigi Bersani, il pm Giuseppe Di Giorgio ha chiesto quattro mesi e 20 giorni e una multa di 200 euro. L’accusa è truffa aggravata ai danni della Regione Emilia Romagna.
L’accusa sostiene che Veronesi, pur essendo distaccata a Roma con l’incarico di lavorare per la Regione, lavorava in realtà per l’ex segretario del Pd., continuava a lavorare per l’ex segretario del Pd Bersani. La somma contestata ammonta a 140.000 euro. Stessa condanna è stata chiesta per Bruno Solaroli, che all’epoca dei fatti era capo di gabinetto del presidente della Regione Vasco Errani e firmò la delibera con cui Veronesi veniva distaccata. Entrambi hanno chiesto oggi il rito abbreviato (la condanna chiesta da Di Giorgio è quindi già scontata come prevede la norma): “Una scelta- spiega Paolo Trombetti, difensore di Veronesi- fatta dopo aver ascoltato gli elementi portati dal pm che secondo noi sono inesistenti”. La decisione del gup Letizio Magliaro arriverà il 23 luglio. Veronesi, presente all’udienza, dice di essere “sempre stata fiduciosa nell’assoluzione. Male non fare, paura non avere” (Dire).

