21 feb. – Sono stati segnalati al Garante d’Ateneo i ricercatori che, nel pieno delle proteste contro la riforma Gelmini, si sono dichiarati “indisponibili” a fare lezione. A riferirlo è proprio Paola Palazzo, Garante d’Ateneo, nella sua relazione annuale.
Alcuni studenti hanno chiesto l’intervento dell’organismo di tutela dell’Università per il ritardo con cui sono iniziati molti corsi di esami obbligatori, a causa del rifiuto dei ricercatori di continuare a prestare un’attività didattica svolta a titolo gratuito e per puro spirito di servizio. In altri casi sono stati invece i ricercatori e i docenti non di ruolo a rivolgersi al Garante d’Ateneo, protestando per la disparità di trattamento rispetto al personale strutturato. Solo a chi è di ruolo, per esempio, viene riconosciuta la possibilità di ottenere un anticipo delle spese, in occasione di missioni per conto dell’Alma Mater.
Il garante ha anche fatto sapere anche che nel corso del 2010 sono aumentate in modo “notevole” da parte degli studenti dell’Alma Mater le richieste di “interventi finanziari straordinari”, che l’Ateneo puo’ erogare in presenza di situazioni connotate da elementi di particolare criticita’ ed eccezionalita'”.
Palazzo ha anche bacchettato l’Ergo, l’ente per il diritto allo studio, perché troppo burocratico: il problema piè grosso è per gli studenti che intendono trasferirsi da un altro Ateneo a quello di Bologna o passare da una facoltà ad un’altra e che per una questione legata al conteggio dei crediti rischiano di perdere le borse di studio.

