21 set. – I lavoratori della Segafredo hanno chiesto all’azienda di ritirare la denuncia contro ignoti per spaccio e consumo di droga, che ha portato alla contestata perquisizione di giovedì. Questa mattina si è tenuta un’affollata assemblea dei dipendenti (impiegati e operai) che è durata un’ora e mezza circa. Alla fine i lavoratori, all’unanimità, hanno votato un documento che condanna duramente la perquisizione richiesta dalla Segafredo.
«I lavoratori sono da sempre in prima fila con il sindacato a combattere la delinquenza e la droga – si legge nel documento approvato -, ma non possono essere oggetto di modalità e culture forcaiole».
Per queste ragioni i lavoratori hanno chiesto all’azienda il ritiro della denuncia. «Resta una macchia sulla moralità e dignità di ciascun lavoratore – concludono i dipendenti – che ad opera di una direzione aziendale si trasforma in una provocazione inaccettabile».
Ma le richieste dei lavoratori non finiscono qui. Perche’ i dipendenti Segafredo, ha spiegato il segretario provinciale della Flai – Cgil Vito Rorro, hanno anche stabilito di «dare mandato alla Cgil affinche’ accerti se c’e’ stato un abuso da parte dell’azienda e, nel caso, a sporgere denuncia contro la Segafredo».
Ora i legali del sindacato, spiega ancora Rorro, stanno esaminando l’accaduto. Al momento, quello che emerge e’ «un forte sospetto che la procedura seguita dall’azienda sia stata illegittima».

