18 set – Dopo l’irruzione dei carabinieri in fabbrica, con tanto di operai spogliati e perquisiti, la Segafredo ha confermato la denuncia per spaccio e consumo di droga, “a seguito di fondati sospetti di spaccio di sostanze stupefacenti fra i lavoratori.”
Una dichiarazione che ha spiazzato i sindacati. Ieri la Flai Cgil aveva incontrato l’azienda. “Ci hanno detto che non erano al corrente della perquisizione” fa sapere il segretario provinciale, Vito Rorro. Durante quell’incontro Rorro aveva chiesto se ci fosse stata una relazione tra la perquisizione e le analisi delle urine, effettuate su alcuni operai un mese e mezzo fa. No, è stata la risposta della Segafredo.
Oggi la versione è cambiata. L’azienda infatti sottolinea che in quell’occasione 3 operai sono risultati positivi al test. Alla luce di ciò, la Flai Cgil è intenzionata a procedere, se ci sono gli estremi, con una ulteriore denuncia contro la Segafredo. Anche perché, sottolinea il sindacato, la perquisizione ha dato esito negativo. “Abbiamo assistito ad una richiesta insistente da parte della Segafredo – fa sapere Vito Rorro – per un intervento della forza pubblica che per la sua inusualità ed impatto provoca immeritati traumi.”

