Bologna, 17 apr. – Ci sono un vescovo, una giornalista comunista e degli autonomi: potrebbe essere l’incipit di una storiella divertente, forse anche di una barzelletta. Invece è l’inizio di una serata all’insegna della politica, con la P maiuscola, andata in scena ieri nel contesto del Centro Sociale Tpo. L’occasione è stata la presentazione del libro “Terra, casa, lavoro“, edito da Ponte alle grazie, che raccoglie i discorsi tenuti da Papa Francesco ai movimenti popolari. A dialogare intorno alle parole del Papa, gli attivisti del centro sociale hanno invitato il vescovo, Monsignor Matteo Zuppi, Alessandro Santagata, ricercatore e giornalista, e Luciana Castellina, giornalista tra i fondatori de Il Manifesto. Proprio il quotidiano comunista fece discutere, a sinistra e non solo, quando sul finire dello scorso anno decise di distribuire il libro cono i discorsi del Papa.
Seduti in circolo sono in circa 150 ad ascoltare la presentazione. Attivisti del centro sociale, fedeli incuriositi dal dibattito, assessori della giunta comunale (Matteo Lepore e Davide Conte), consiglieri comunali di maggioranza (Amelia Frascaroli) e di opposizione (Emily Clancy), presidenti di quartiere (Lorenzo Cipriani), volti noti e meno noti della “sinistra senza casa” (l’espressione è stata utilizzata da un operatore sociale intervenuto durante il dibattito). Assenti in sala gli iscritti e i militanti del Partito democratico.
Nelle oltre due ore di confronto sono risuonate spesso le parole “povertà”, “dialogo”, “muri”, “politica”. Pur rimanendo distanze importanti tra l’uomo di Chiesa e i movimentisti (una su tutte: “la gestione dei corpi e il femminismo“) il tentativo di tutti è stato di fare emergere “cosa ci avvicina piuttosto che quello che ci allontana“. E quindi: “lotta alla povertà“, “contrasto al capitalismo predatorio“, “difesa del bene comune“, “abbattimento dei muri, tra le persone e tra i paesi” e l’impegno a passare dalle parole ai fatti. “Spesso l’eccesso diagnostico si riduce in inattività” dice il Vescovo che sottolinea le parole del Papa rivolte ai movimenti popolari: “Non abbiate paura della politica con la P maiuscola“. Chi non ne ha paura è sicuramente Gianmarco De Pieri, storico leader del Tpo, che nel suo intervento ha ricordato che la singolarità della serata fosse un tema più giornalistico che storico: “Nella nostra storia politica (intesa quella dei movimenti a sinistra del Pci, ndr) è stato più facile trovare collaborazione e vicinanza nelle lotte da parte dei preti operai che non dai vertici del Pci”. De Pieri, co-presidente di Coalizione civica, ha sottolineato alcuni “punti complicati ma interessanti“: il primo è “la necessità di organizzare la resistenza, un potere altro contrario a quello che costruisce il capitalismo predatorio“; il secondo è “la necessità di fare irruzione nel campo della politica“.
“Siamo stati sempre con il bene comune contro l’interesse privato” dice in apertura Domenico Mucignat, altro storico portavoce del Tpo, che in apertura di serata ha detto: “Trovare dove è possibile dei luoghi di dialogo tra diversi“. Secondo Luciana Castellina, il futuro della sinistra passa dal superamento del dualismo “statalizzazione della proprietà vs privatizzazione” in favore della “socializzazione della proprietà“.
Al termine della serata il Tpo si svuota: i fedeli se ne vanno, qualche attivista rimane a parlare di fronte al bar. A margine un assessore commenta: “Bella iniziativa. C’è un vuoto da riempire nella sinistra politica. Con iniziative di questo tipo il Tpo ci sta provando”


